Il primato ontico-ontologico dell’esserci potrebbe indurci a credere che questo ente debba anche esso essere dato primariamente in via ontico-ontologica, e non solo nel senso di una palpabilità immediata dell’ente stesso, ma anche riguardo a una altrettanta immediatapredatità del suo modo d’essere.
Invero, onticamente, l’esserci non è soltanto vicino o magari il più vicino: addirittura noi stessi, e ciascuno di noi, lo siamo.
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Nonostante ciò, il testo continua dicendo che non è detto che possiamo usare questa “prossimale spiegazione di se” come filo conduttore, in quanto l’esserci ha la tendenza a comprendere il proprio essere a partire dal mondo (e quindi dal contesto).
Da qui nasce il circolo ermeneutico.
See also
- Ontologia, la scienza dell’ente in quanto ente — il primato ontico-ontologico dell’Esserci è il motivo per cui l’ontologia deve passare per la fenomenologia: siamo noi stessi la via d’accesso all’essere, ma quella via è ostruita
- Ontico si riferisce ai fatti particolari degli enti — l’Esserci ha un primato ontico (siamo noi stessi) e ontologico (siamo l’ente che comprende l’essere), ma questo doppio primato non facilita la comprensione — la ostacola
- L’Esserci È il Suo Passato, Ma Accade a Partire dal Suo Futuro — la tendenza a comprendersi a partire dal mondo è una forma di caduta nella temporalità esterna; la struttura autentica è invece quella del progetto verso il futuro
- La Tradizione Nasconde le Sue Origini e Fa Dimenticare il Bisogno di Risalire ad Esse — comprendersi a partire dal mondo è comprendersi a partire dalla tradizione; Heidegger vede in questo la stessa struttura del decadimento che la tradizione impone al pensiero
- Il Cervello è Progettato per Essere Efficiente non Accurato — il meccanismo psicologico sottostante: il cervello comprende sé stesso a partire dal contesto esterno perché è più efficiente; Heidegger descrive la stessa tendenza a livello ontologico